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DESCRIZIONE
Macchina per la stampa flexografica ad un colore,
compatta e portatile, da installare in linea estrusore oppure prima di
macchine saldatrici, sacchettatrici, confezionatrici; comunque
impiegabile in tutte quelle applicazioni che prevedono la stampa
rotativa di materiale plastico.
Nel progettare la nostra "Monoflexo"
abbiamo seguito due importanti criteri di base: elevare il più
possibile la qualità di stampa e le caratteristiche funzionali della
macchina, rimanendo comunque nei limiti posti dal campo di applicazione,
ed inserire il concetto di modularità meccanica e di incremento
componibile delle caratteristiche funzionali.

La componibilità modulare ottenuta consente di
passare dalla configurazione base, che colloca comunque la macchina ai
vertici della qualità delle "mini", ad una configurazione
"Plus" in grado di stare alla pari con molte macchine da
stampa monocolore standard, se non addirittura di sopravanzarle.
Il cliente che acquista la macchina Monoflexo nella sua versione base
sa che potrà aumentarne le caratteristiche qualitative e operative in
ogni momento, dato che è stato previsto per ogni caratteristica
funzionale l’aggiunta successiva di dispositivi di implementazione.
Questa versatilità consente di ridurre al minimo la spesa e l’impegno
necessari per ottenere caratteristiche di lavoro più avanzate, nonché
di seguire con facilità l’evoluzione del mercato, permettendo così
all’utilizzatore di cogliere con rapidità le occasioni che il mercato
odierno presenta.
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Figura
1 |
La versione base
della Monoflexo è schematizzata nella Figura 1. Due robuste
fiancate collegate tra loro da distanziali assicurano la resistenza
strutturale necessaria. La macchina viene fissata per mezzo di cerniere
di snodo ad un traverso in profilato d’alluminio, in grado di
assicurare la necessaria rigidità e di sostenere l’eventuale quadro
di comando elettronico. Questa soluzione può essere utilizzata quando
è possibile fissare stabilmente il traverso sopra descritto ad una
struttura meccanica già esistente. |
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Se
ciò non è possibile la macchina può essere fornita con una struttura
dedicata dotata di rullo controstampa e dei necessari rulli di passaggio
materiale. Vedi Figura 2
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Figura
2
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La
macchina può essere realizzata con la luce di stampa di 100 mm, 200
mm, 300 mm e 400 mm.
Le dimensioni di ingombro,
nel caso di luce 400, sono: larghezza 600 mm, profondità in posizione
di lavoro 300 mm, in posizione di macinatura 400, altezza 500 mm. Altre
luci stampa sono disponibili a richiesta. |
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L’apparato di
stampa della Monoflexo è costituito da un rullo porta cliché, da un
rullo retinato e da un rullo gommato inserito all’interno di una vasca
porta inchiostro. La struttura portante è incernierata al traverso e
può staccarsi dal contatto con il rullo controstampa per mezzo dell’azionamento
di un cilindro pneumatico. Questo distacco permette di eseguire il
cambio del cliché, nonché di far passare l’eventuale materozza
iniziale. Il rullo retinato e la vasca dell’inchiostro sono fissati ad
un’ulteriore struttura incernierata alla struttura portante. |
Figura
3 |
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Figura
4 |
Anche questa seconda struttura si può
muovere per mezzo di un secondo attuatore pneumatico. Questo movimento
causa il distacco del cilindro retinato da quello portaclichè,
permettendo di iniziare la fase di macinazione inchiostro, e consentendo
di mantenere orizzontale la posizione dalla vasca dell’inchiostro
(vedi le Figure schematiche 3 e 4).
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Il
distacco del rullo retinato dal portaclichè è condizione
indispensabile per poter eseguire l’operazione di macinatura
inchiostro. Per realizzarla il rullo retinato è collegato ad un piccolo
motoriduttore che si mette automaticamente in moto nel momento in cui la
macchina raggiunge la configurazione aperta sopra descritta.
Il
moto necessario a far girare i rulli è fornito dal prodotto stesso.
Infatti il rullo portaclichè è dotato di due elementi gommati posti
alle sue estremità. Tali elementi vengono "forzati" contro il
prodotto in modo tale da generare una forza di trascinamento. Il rullo
portaclichè trasmette alla stessa maniera il moto di rotazione a quello
retinato. Detti "forzaggi" vengono ottenuti al momento della
registrazione delle pressioni di stampa e di inchiostratura. La
pressione di stampa viene regolata attraverso due viti di contrasto
montate in maniera antagonista al primo attuatore pneumatico. La
pressione di inchiostrazione viene regolata in maniera analoga rispetto
al secondo attuatore pneumatico. Il passaggio inchiostro tra rullo
gommato e rullo retinato si ottiene registrando l’intera vasca porta
inchiostro rispetto al rullo retinato.
Lo
sviluppo di stampa è fisso, cioè il passo di stampa è quello
consentito dallo sviluppo del rullo portaclichè prescelto. Se lo si
vuole variare si deve sostituire il rullo stesso. |
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Caratteristiche
macchina BASE
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A)
sviluppo fisso
B)
Moto derivato dal prodotto
C)
Motoriduttore per operazione di macinatura inchiostro
D)
Rullo retinato cromato + rullo gommato
E)
Distacco pneumatico per passaggio materozza
F)
Distacco pneumatico per macinatura
G)
Rullo controstampa fornito dal cliente
H)
Struttura di sostegno fornita dal cliente |
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Le caratteristiche funzionali di questa
macchina base possono essere cambiate utilizzando uno o più dei
seguenti dispositivi opzionali.
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Figura
5 |
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A1)
Sviluppo stampa variabile di cm in cm utilizzando il concetto sleeves.
Campo di applicazione possibile: da 250 mm a 610mm.
A2) Sviluppo
stampa variabile di mm in mm (entro un determinato campo) utilizzando il
concetto di motorizzare autonomamente il rullo portaclichè, impiegando
allo scopo un motore brushless gestito elettronicamente in funzione
della velocità del prodotto. Per ottenere questo dobbiamo
rilevare la velocità di passaggio del materiale.
C1) Il
motoriduttore di macinatura inchiostro è in grado di fornire
(attraverso un particolare meccanismo e solo quando la macchina stampa)
una certa quantità di moto rotatorio che va ad aiutare la rotazione
stessa del retinato e del portaclichè, togliendo al prodotto la
necessità di trasmettere l’intero moto.
D1) Rullo
retinato cromato rasato con racle in plastica + rullo gommato
D2) Rullo
retinato ceramizzato con racle in acciaio inox, senza rullo gommato, per
alte velocità e fondi pieni.
D3) Possibilità di sostituire,
seguendo il concetto sleeves, la camicia del rullo retinato, sia in
funzione del numero di righe necessario, sia in funzione della
praticità nel cambio colore.
La figura 5 illustra le possibilità d’espansione che stanno alla
base del concetto "Monoflexo". La funzionalità di ogni
dispositivo prescinde dalla presenza degli altri. |
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Figura
6 |
E’ possibile
collegare meccanicamente due macchine, sia nella versione motorizzata
che in quella condotta dal prodotto, collocandole una accanto all’altra.
In questa maniera possiamo arrivare a stampare sulla tavola del
materiale in resa due, tre e quattro, entro naturalmente i limiti posti
dalla luce stampa delle macchine utilizzate. Vedi la Figura 6. |
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Vogliamo
qui accennare anche alla possibilità di utilizzare due macchine in
cascata per stampare a più colori. Se prendiamo due esemplari
configurati in A2, cioè la versione dotata di motore brushless e di
lettore di velocità del prodotto, e li collochiamo uno dietro l’altro
(vedi la Figura 7) possiamo ottenere la sincronizzazione delle
stampe, anche in funzione dello sviluppo del clichè utilizzato.
Indubbiamente questa ipotesi di utilizzo supera un po’ il normale
concetto di stampa con macchine mini, ma dimostra quanto possono essere
grandi le caratteristiche e le potenzialità del concetto "Monoflexo". |

Figura
7 |
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