

La nuova LADON Evo
Prestazioni, accessibilità e controllo, l’evoluzione delle troncatrici industriali per MAFLEX
Nel converting tissue industriale, la fase di taglio rappresenta uno dei momenti più delicati. Nel segmento AfH, infatti, la gestione di rotoli caratterizzati da maggiore densità, diametri più elevati e anime più robuste richiede un controllo estremamente preciso del processo. Le troncatrici industriali sono sottoposte a sollecitazioni significativamente maggiori rispetto alle applicazioni consumer e le loro prestazioni dipendono dall’equilibrio di molteplici fattori progettuali che influenzano direttamente la qualità del prodotto finito, la continuità produttiva e l’affidabilità della linea.
Uno degli aspetti che influisce maggiormente su questi parametri è la dinamica di taglio, ovvero il modo in cui lama e log interagiscono. La traiettoria della lama, il tempo di contatto con il materiale e la distribuzione delle forze influenzano direttamente la qualità del taglio, il comportamento dinamico della macchina e le sollecitazioni generate durante il ciclo operativo.
È proprio da questa considerazione che nasce il progetto della nuova LADON Evo, la cui base di partenza è stata la precedente generazione, la LADON Plus, una troncatrice già in grado di raggiungere velocità fino a 120 tagli al minuto e caratterizzata da un’orbita “a fagiolo”, che offre importanti vantaggi nella dinamica di taglio rispetto ai tradizionali movimenti circolari o ellittici.
“Quando una soluzione progettuale offre vantaggi concreti, la vera opportunità è svilupparla ulteriormente, ottimizzarla, non sostituirla. Nel progetto LADON Evo non ci siamo chiesti come semplificare una cinematica già efficace. Ci siamo chiesti come controllarla meglio per valorizzarne i vantaggi. Abbiamo inoltre previsto importanti accorgimenti per semplificare e facilitare le attività dell’operatore”, spiega Jonathan Ciomei, R&D Manager di Maflex.
L’esperienza maturata da Maflex nello sviluppo di questa cinematica ha rappresentato un elemento chiave del percorso evolutivo della nuova LADON Evo. L’affinamento del controllo del movimento, basato sul principio del bilanciamento dell’energia cinetica attraverso il motion control, ha consentito di migliorare precisione, stabilità e ripetibilità del processo, contribuendo a un incremento del 15% della velocità massima di taglio rispetto alla precedente generazione, senza modificarne il principio progettuale.
Dalla filosofia progettuale alle soluzioni costruttive
Negli anni molti trasformatori hanno evidenziato criticità ricorrenti nella fase di taglio: instabilità del processo, usura accelerata dei componenti, variazioni qualitative del prodotto e necessità di frequenti regolazioni da parte dell’operatore.
“Quando osserviamo una macchina in funzione non cerchiamo soltanto cosa migliorare. Cerchiamo di capire perché un determinato evento si manifesta. Ogni evoluzione progettuale è la risposta a un’esigenza concreta emersa sul campo”, continua l’Ing. Ciomei.
I dettagli progettuali che fanno la differenza
Sulla pressina universale, elemento che da sempre contraddistingue le troncatrici industriali Maflex, l’obiettivo è stato ridurre la complessità meccanica e il numero di componenti coinvolti nel movimento e soggetti a usura, mantenendo inalterate le prestazioni e la capacità di gestire automaticamente un ampio range di diametri. La riprogettazione ha consentito una riduzione del 27% del numero di componenti, semplificando la cinematica del sistema. Il passaggio da tre a sei punti di contatto consente inoltre un contenimento più efficace del log durante il taglio, contribuendo a una maggiore stabilità del processo e a una qualità più costante del prodotto finito.
L’accessibilità ai principali gruppi macchina è un elemento sempre più importante nella progettazione di impianti industriali, perché incide direttamente sui tempi e sulla sicurezza degli interventi. LADON Evo segue la filosofia modulare Maflex: è una macchina compatta, con un ingombro a terra contenuto, dotata di una struttura rinnovata che agevola l’accesso ai gruppi di affilatura e aspirazione dello smeriglio e semplifica le operazioni svolte dall’operatore. Le attività di manutenzione ordinaria, così come quelle straordinarie, possono essere svolte con maggiore rapidità e sicurezza, migliorando la gestione quotidiana della macchina.
La precisione del taglio dipende anche dalla capacità del sistema di mantenere stabilità meccanica nel tempo. Per questo motivo, sull’asse disco della LADON Evo è stata introdotta una soluzione progettuale che ha consentito una riduzione del 32% dei giochi meccanici, contribuendo ad aumentare la rigidità del sistema e a garantire precisione e costanza durante la fase di taglio. La nuova configurazione facilita inoltre le operazioni di sostituzione del disco, rendendole più rapide e sicure per l’operatore.
La progettazione di una macchina industriale riguarda anche la capacità di semplificarne la gestione nelle diverse fasi operative e durante tutto il ciclo di vita dell’impianto. Il sistema di posizionamento e rilevamento dimensionale del coltello, adottato sulle troncatrici Maflex, supporta l’operatore in una fase delicata come la messa in servizio di una nuova lama.
“Il controllo di questa operazione è fondamentale per la salvaguardia del processo e del macchinario. Allo stesso modo, dove possibile, privilegiamo l’impiego di componentistica commerciale, facilitando la disponibilità dei ricambi e semplificando gli interventi di sostituzione”, commenta l’Ing. Ciomei.
Progettare l’affidabilità di una macchina significa considerare anche la gestione degli eventi imprevisti. Per questo LADON Evo integra elementi progettati per svolgere una funzione di protezione all’interno di organi fondamentali come la trasmissione del braccio e del disco.
“Questi componenti, definiti ‘sacrificali’, sono dimensionati per intervenire in caso di sovraccarichi, proteggendo gli organi principali della trasmissione ed evitando il danneggiamento di elementi più complessi e costosi come motori e riduttori”, afferma infine l’Ing. Ciomei, sottolineando una scelta progettuale orientata a ridurre l’impatto degli eventi straordinari, semplificando le attività di ripristino e favorendo una ripartenza più rapida della macchina.
Conclusioni
La nuova LADON Evo rappresenta l’evoluzione di un progetto che continua a crescere attraverso l’esperienza maturata sul campo, l’osservazione della produzione reale e il confronto costante con i trasformatori.
“Una macchina evolve davvero quando ogni scelta progettuale nasce da una necessità produttiva reale. Con LADON Evo abbiamo concentrato il lavoro sui dettagli che incidono ogni giorno sul comportamento della macchina, sulle prestazioni e sulle attività di routine che l’operatore esegue”, conclude Jonathan Ciomei, Mechanical Engineering Supervisor – R&D Manager, Maflex.